Retrospettiva: William A. Wellman muove il cielo e la guerra

Agli apprendisti registi la cui prolifica carriera li aveva lasciati sognare – più di 75 film in quasi tutti i generi (western, drammi sociali, film di guerra, ecc.), un'inezia – William A. Wellman non dava che un consiglio, un pontificato appreso che chiaramente non rientrava nel suo stile: "Impara a vivere prima di studiare regia". La vita prima del cinema, per meglio infondergliela. Un principio quasi renoiriano, anche se per l'americano, ripristinare l'energia vitale, con una preoccupazione per la verità raramente eguagliata, presuppone di iniettarla con la sua dose di esperienze e avventure, come quegli scrittori d'avventura come Jack London (da cui avrebbe adattato anche Il richiamo della foresta). In effetti, avrebbe vissuto mille vite prima di essere colto dal demone del cinema. Appartenendo alla generazione dei pionieri, il cinema stesso era un'avventura.
Nato contemporaneamente a questa nascente arte e poco prima del primo aereo a motore (le sue due passioni), Wellman (1896-1975) è dello stesso stampo degli istintivi e ribelli Mavericks
Libération